IL VINO! COME SCEGLIERE TRA TANTE BOTTIGLIE?

aprile 16, 2014 in SCONSIGLI PER GLI ACQUISTI

Scelta del Vino

Al vino, come all’olio, è legata la nascita della civiltà intorno al Mediterraneo.
Non si può certo dire che non se ne parli abbastanza. Malgrado tutto da parte di molti, quando si tratta di scegliere, pare ci sia comunque un certo disorientamento e idee confuse. Forse perché il martellamento pubblicitario dei mezzi di comunicazione, non sempre è direttamente proporzionale ad un’informazione chiara e semplice. Vediamo se riusciamo a fare meglio.
Le cose che si possono dire intorno al vino sono numerosissime, quindi come prima cosa bisognerà compiere lo sforzo di selezionarne poche ed essenziali.
Andando così a naso, in Italia è difficile incappare in un vino proprio imbevibile. Una scelta frettolosa e scriteriata però, è comunque un terno all’otto e difficilmente ci indurrà a fare la scelta migliore nel rapporto qualità prezzo. In oltre e soprattutto, ci perdiamo la meravigliosa opportunità di bere vini davvero buoni, o addirittura fantastici, a prezzi non necessariamente eccessivi.

Chiariamo tanto per cominciare dei punti fondamentali. Tutto quanto c’è scritto su di una bottiglia o confezione di vino è regolamentato da delle normative. Queste indicazioni ci spiegano molte cose, anche piuttosto precise, che concorrono sicuramente a fare la “qualità” del vino, ma che non sono affatto di per se stesse garanzia di “qualità” o “alta qualità”. La qualità in ultima analisi la fa il produttore, l’amore e la cura con cui produce, l’esperienza, la cura, l’età delle viti, la loro esposizione, il terreno, il clima a cui sono mediamente esposte, la capacità del viticoltore e dell’enologo ecc. Tutti questi fattori si trasformano in aspetto, profumo e soprattutto sapore. Quindi solo con gli occhi, il naso, la bocca, ed il confronto tra un vino ed un altro, insomma solo con la degustazione è possibile capire davvero, cosa stiamo bevendo, se ci piace, “quanto” ci piace e se vale i soldi che costa. Quindi (repetita iuvant) è importante leggere le informazioni riportate sull’etichetta, ma quanto probabilmente sarà buono quel vino lì, chiuso in quella bottiglia, a quel prezzo lì, ce lo dice la sensazione dell’ultima volta che lo abbiamo assaggiato!
Come è già stato accennato, la denominazione dei vini è regolamentata da delle normative, europee e nazionali. Capire un po’ meglio cosa ci dicono e garantiscono tali denominazioni è importante, ed è semplice trovare informazioni a proposito sul web. Ad esempio sulla pagina Wikipedia dedicata alla legislazione del vino è già possibile leggerne una buona descrizione. Per non riempire l’articolo di nozioni che alla fine invece di informare rischiano di creare solo confusione in chi legge, cerco di farla più pratica e semplice possibile. Sull’etichetta della bottiglia si legge: Barolo o Barbera, Chianti, Nero d’Avola ecc… quella è la denominazione, che ha una sua classificazione (IGT, DOC, DOCG ecc.). La denominazione ci dice da dove arriva quel vino, cioè dove si trovano le viti ed il produttore che lo ha prodotto e imbottigliato; ci dice quali uve sono state utilizzate (Nebbiolo, Barbera, Sangiovese, Greco di Tufo ecc.) e in che percentuali; ci dice che quel vino con quella denominazione (Barbera, Grignolino, Sangiovese ecc.) per ottenere quella classificazione (IGT, DOC ecc.) deve sottostare a certi controlli. La denominazione ci dice anche delle cose specifiche sui procedimenti di produzione, ad esempio quanto tempo deve stagionare in botte prima d’essere imbottigliato, e quanto tempo deve stare in cantina prima d’essere messo in vendita; ci dice anche delle cose a proposito della percentuale minima d’alcool ecc. Tutte queste cose sono contenute nel disciplinare di produzione a cui i produttori debbono attenersi per ottenere la denominazione. Tutto ciò è “molto” utile per la mia scelta, ma non è esaustivo. Com’è o come non è, sta di fatto che con la stessa denominazione, da un produttore ad un altro, da una cura del prodotto ad un altro, le differenze possono essere anche abissali! Per il vino vale come per la cucina: la lasagna che fa mia madre è diversa da quella che fa mia nonna, e c’è mia zia che fa una lasagna strepitosa, mentre mia sorella ci prova in tutte le maniere ma non è cosa sua, perché va sempre di fretta ecc. (sono solo esempi ed ogni riferimento a persone reali è puramente casuale). Quindi oltre alla denominazione, sull’etichetta dobbiamo leggere anche chi lo ha prodotto, e dobbiamo cercare di ricordarcelo, così la prossima volta lo ricompriamo o lo evitiamo.

Ci sono produttori di vini classificati IGT, che operano con molta più cura di certi produttori DOC o DOCG. La cura con cui viene fatto il vino, come abbiamo già detto, si sente SEMPRE! Quindi quel vino sarà più buono, molto più buono, di un DOC, o un DOCG prodotto con poca cura. Certo un vino prodotto con uve pregiate, da un produttore molto meticoloso ed esperto con classificazione DOC o DOCG, può farci provare delle intense e paradisiache sensazioni, anche se hanno il loro prezzo!

Ma dopo aver letto tutto ciò, come faccio se voglio andare a comprare per la prima volta del vino facendo un buon acquisto, che mi soddisfi?

Intanto non bisogna pretendere di fare il massimo, in quanto a qualità prezzo, al primo colpo. Anche perché c’è di mezzo il proprio gusto personale e quello di coloro che eventualmente berranno con noi. Il gusto va educato certo, reso evoluto, consapevole, ma non bisogna violentarlo, contrastarlo a tutti i costi. Quindi se voglio andare a comprare del vino, ad esempio per la cena, diciamo che le vie sono tre. Le elencherò fino ad arrivare alla meno efficace ma più sbrigativa:

  • Consultare delle guide (la più famosa è Veronelli) ma se ne trovano di tutti i tipi in libreria (sicuramente ci saranno delle applicazioni iPhone anche per questo, io sono ancora un po’ antico, ma se ci sono non c’è nessun motivo per non approfittarne). Solitamente segnalano vini che tendono ad essere un po’ cari, ma consultando bene, soprattutto cercando nelle denominazioni di classificazione più bassa, se ne trovano anche di abbordabili.
  • Farsi consigliare da qualcuno che sappiamo essere appassionato o dallo stesso rivenditore di una buona enoteca che sappia indirizzarci (un po’ di contatto umano, anche in era tecnologica, non guasta). Direi che è un ottimo modo per cominciare, forse il migliore per rapidità ed efficacia.
  • Se proprio non c’è tempo, (sto andando al supermercato ora, o lo trovo lì il vino o niente, che poi ho una marea di cose da fare…) che vi posso dire…. fate mente locale sul tipo di vino che volete a seconda della cena (rosso, bianco, frizzante, secco, dolce ecc.) cercate la denominazione che ricordate dovrebbe avere le caratteristiche necessarie, dopo di che cominciate con scegliere quelli dal prezzo medio e per voi accettabile. Magari se dovete prendere più di una bottiglia per una stessa denominazione, prendete ogni bottiglia di un produttore diverso, così a cena provate a confrontarli. Se invece dovete comprare una sola bottiglia, allora il confronto lo farete la prossima volta, magari trovando spazio ad un po’ di tempo per un acquisto più accurato.

Come in ogni cosa la fretta è una cattivissima consigliera, in questo caso può far spendere più di quanto dovuto o condurre ad affrettati risparmi che non risultano essere guadagni, se ci si rimette bevendo qualcosa di poco gradevole e che magari complica la digestione. Poi ci sono i mal di testa, l’acidità…

Al vino sono state dedicate canzoni e poesie dai più grandi poeti di ogni tempo. Unico tra tutti gli alimenti ad avere addirittura una divinità con la quale si identifica, non possiamo pretendere che sia solo lui a venirci incontro. Quindi con qualche prova, anche se non siamo proprio degli appassionati, possiamo comunque identificare al supermercato le denominazioni e i produttori che più ci soddisfano. Se poi invece si vogliono ampliare le conoscenze, e soprattutto le opportunità di assaggiare vini sempre più buoni e magari sorprendenti: siti, libri e corsi di degustazione non mancano. Tra i corsi di degustazione l’unico che dia un attestato ufficiale e spendibile è quello dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier), ma esistono corsi organizzati dalle migliori enoteche, meno costosi, molto ben fatti, dove si assaggiano vini addirittura superiori a quelli utilizzati nei corsi dell’AIS. Ad esempio ho partecipato ad un ottimo corso a Cherasco presso l’Enoteca Patrito, dove ho assaggiato vini grandiosi, e dove anni fa ho avuto l’onore di conoscere Bartolo Mascarello, il grande produttore di Barolo.  Questi corsi essendo organizzati dalle enoteche ne consegue che ci tengano molto a fare bella figura, a tentare di prendervi per la gola inducendovi a qualche acquisto extra.

Ok, ora mi stoppo.

Prosit!

Cristian Barbato “Chef a domicilio”